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REGISTRO NAZIONALE FIAT 124 SPORT SPIDER

Ultimo aggiornamento: martedì 27 novembre 2018

LE NEWS DEL REGISTRO:
articoli e diari di viaggio degli associati

15 luglio 2014

17 e 18 MAGGIO 2014: è di scena 46° raduno del registro nazionale fiat 124 sport spider


Arrivati in paese sembrava tutti ci stessero aspettando, seduti davanti ai bar a godersi lo spettacolo.

Alla spicciolata la piazza si è riempita, guidati dagli attivi collaboratori del Club auto d’epoca di San Colombano che ci hanno accolti, dato un caloroso benvenuto, e posizionati in modo impeccabile attenti ai modelli, ai colori, alla coreografia che se ben fatta da’ una piacevole nota di colore che non guasta mai.

Nell’attesa dell’arrivo dei compari, una pizza, un sandwich, una birra, quattro chiacchiere con gli amici e i soci che non si vedevano da tempo; si parla di attualità, di cosa si fa quando non siamo ai raduni, di macchine e del campionario di amenità che accompagnano sempre questi eventi.

Belli satolli e sotto un bel sole ormai estivo che ci fa abbandonare giacche, giubbotti e scuffiotti ci avviamo a visitare il Castello di San Colombano. Interessante la storia quasi millenaria del sito che, ancora basito dalla batosta presa dai romani contro Annibale, ospitò un irsuto monaco irlandese non più giovanissimo che per far tornare un po’ di allegria ai tristi e mesti padani si dedicò alla coltivazione della vite e del vino con tanta cura e passione… che alla fine lo fecero santo. Tanto fu santo e famoso che Olmi gli dedicò “La Leggenda del Santo Bevitore” (ci crediamo..??)

Ancora il caldo ci accompagna nella visita alla collezione del Sig. Pasquero: meraviglia è dir poco! Auto, moto, un capitale di storia motoristica (e non solo..) unico, con la prerogativa di un livello di restauro a dir poco commovente. L’entusiasmo ci ha travolti, e trascinati dall’energia e passione del proprietario che ci ha illustrato e raccontato storie interessantissime di auto, storia e uomini, abbiamo perso di vista sia l’orologio che le nostre signore. Le lancette inesorabili ci avvertivano mute e inascoltate che l’ora era tarda, molte signore stremate dall’attesa dopo la ventesima auto e la centesima moto languivano sulle auto fortunatamente parcheggiate all’ombra del bellissimo parco.

A malincuore per gli appassionati, e con un respiro di sollievo per i vacanzieri, si riparte con rondò finale nella minipista del nostro anfitrione che ci saluta mentre ci avviamo verso l’agognata cena (la fame comincia ad agitare gli animi…).

Via per stradine di campagna, sull’argine, ed ecco il primo pit-stop. La bellissima Abarth squadra corse Fiat di Alessandro si spegne, e non riparte. Panico! Volonterosi accorrono in soccorso del bolide giallorosso, che fortunatamente sospinto da una provvidenziale discesa riparte con rombo di tuono per non fermarsi più. 

Ancora vari su e giù tra collinette e frazioni ci riportano a salutare la statua del nostro Santo (ndr Colombano) issata sul bel campanile della chiesa. Noto sul percorso una simpatica moltitudine di statuine, immaginette, altarini, fontanine, altarini, di tutte le fogge forgiati e dedicati all’Immacolata, spietata concorrenza al nostro onnipresente Santo.

Eccoci all’albergo, anzi, agli alberghi; chi di qua, chi di là, chi su, chi giù, come sempre un’allegra sarabanda di errori di camera e di corridoi. A cena tutti insieme, mi piacerebbe chiacchierare di tutto con tutti, provo ad origliare dai tavoli vicini e mi lancio in qualche colloquio a distanza, ma l’incipiente sordità, la voce fioca mi costringono al ritiro. La compagnia è sempre simpatica, la musica ci accompagna fino alle danze che travolgono anche i più riottosi fino a tarda sera. IL PRESIDENTE TRASCINATO DI PESO NELLA BOLGIA SFOGGIA UN INASPETTATO TWIST SFILAROTULE... un applauso saluta l’inatteso evento!

Mattino seguente, scorrono sibilando tra cappuccini e brioche voci di camere “particolari”, e pare che i più gagliardi abbiano rinverdito antichi e nuovi fasti del talamo .

Partenza del gruppone con simpatico avanzamento ad elastico e perdita occasionale di qualche equipaggio prontamente recuperato dal servizio d’ordine. Tra colline e valli nuovo passaggio in paese a salutare il nostro Santo con cui ormai ci diamo del tu. Arriviamo al castello di Chignolo Po, bellissima dimora al cui ingresso ci aspetta una gradita sorpresa: Arnaldo Bernacchini, si proprio lui, il navigatore n.1 dei rally anni 70 che ha segnato e vissuto un’epoca gloriosa del motorismo italiano e vinto con Raffaele Pinto nel 1974 il Rally del Portogallo proprio con un’auto simile (stessa livrea) a quella del nostro socio presente al raduno. Avere un tale ospite del registro Fiat 124 Sport Spider è un onore che non è concesso a molti, e di questo occorre rendere merito al Registro, che altro avrebbe potuto tanto?

La storia di Valentini e di suo figlio, di quanto è stato costruito dopo la sua scomparsa, ci emoziona e commuove, a testimonianza di quanto la volontà e la passione possano far nascere nuova vita e speranza proprio dove questa ha cessato di esistere.

La visita al castello è come sempre fonte di nuove conoscenze, e ancora grazie al Registro scopriamo un angolo d’Italia e di storia che non conoscevamo.

Al termine della visita il nostro ospite posa per le foto di rito accanto all’auto che lo riporta indietro nel tempo, e non perde l’occasione di entrare di nuovo in quell’abitacolo, ritrovare la posizione, toccare quegli strumenti, sentire rumori e odori, tutto vivissimo nella memoria come scolpito. E’ un’emozione che si trasmette anche a noi che lo guardiamo guidare quell’auto, quasi che si stesse avviando alla partenza di un ennesimo rally…

Ormai siamo alle battute finali, ci godiamo una bella strada in collina che ci  porta al ristorante dove ci riuniamo a gustare gli ottimi piatti locali.

Cogliamo l’occasione di intrattenerci ancora con Bernacchini che si dimostra disponibile alle nostre domande e curiosità, e purtroppo viene l’ora di ripartire, ognuno per la propria meta, ognuno in fondo perso dietro ai fatti suoi.. (ndr Vasco, semper Vasco)

Un altro raduno è sfilato veloce come le nostre spider, e mi viene spontaneo di nuovo da dire grazie Registro, che ci hai regalato nuove esperienze, luoghi e storie da raccontare. Il prossimo raduno cosa ci proporrà? Diventa sempre più difficile offrire nuovi spunti di interesse, la nostra storia è lunghissima e le occasioni di incontro in ogni angolo d’Italia sono state innumerevoli. Faremo del nostro meglio, e se talvolta qualche sbavatura ci fa perdere un po’ la bussola non ce ne vogliano i palati più raffinati, si tratta pur sempre di un gioco di cui sorridere e un’occasione per stare insieme.

Gabriele Mezzadri

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