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REGISTRO NAZIONALE FIAT 124 SPORT SPIDER

Ultimo aggiornamento: martedì 27 novembre 2018

LE NEWS DEL REGISTRO:
articoli e diari di viaggio degli associati

27 settembre 2012

Settembre 2012, 43° raduno


Primo week-end di autunno, 22-23 settembre, temperatura ancora piacevolmente tiepida, sole caldo (quando riesce a splendere), previsioni confortanti (solo leggere nuvole nella giornata di domenica) e la voglia di godere ancora un po’ di mare sono le premesse per il 43° Raduno del nostro Registro 124 spider, nella “Marca Pesarese”: Appuntamento quindi a Pesaro (lo dice la parola stessa), in Piazza Libertà, aperta a semicerchio sul litorale, per le prime ore del pomeriggio di sabato.

Noi veniamo da Lecco, partiamo per tempo e abbiamo quindi l’opportunità di entrare nella giusta atmosfera pranzando a Rimini, in Piazza Fellini, con una favolosa piadina e rimirando la pedana di arrivo del GP Nuvolari (regolarità per auto 1919-1969), sperando di incontrare magari qualcuna delle protagoniste di questa edizione; un rapido trasferimento ed eccoci in zona ritrovo, incrociando subito Luciano e Daniela (splendidi organizzatori) che rientrano dal giro di ricognizione.

Li seguiamo, infilandoci in un paio di vie a circolazione riservata, segno che siamo protetti dalla solita e scrupolosa pianificazione dell’evento da parte del nostro Presidente Alberto.
Ritroviamo via via tutti gli amici delle precedenti avventure, con il solito entusiasmo e con quel profondo sentimento di comunione, che solo la passione per uno scopo comune può generare (in questo caso per le nostre 124): “GIPO” da Meldola, infatti sta intervenendo in aiuto di una marmitta penzola, con la sua impeccabile competenza, esaltata da una tuta da Pit-Stop, guanti da chirurgo ed una valigetta attrezzi degna dei Box Ferrari.

Ma non c’e da stupirsi, perché sbirciando nel baule della 124 di Walter (anche lui sempre disponibile ad interventi volanti ) e scorgendo una cassetta zeppa di ricambi, mi sono sentito dire: ”non vorrai mica andare in giro senza una pompa della benzina di scorta o una calotta dello spinterogeno, no ?”

Mi sono sentito un verme: io ho solo quattro candele ed una matassina di filo di ferro.
Visitiamo la casa natale di Gioacchino Rossini, che in questa città ha lasciato le sue testimonianze più significative, prima di spostare le nostre spider ed uscire da Pesaro dirigendoci nell’entroterra con destinazione Montegridolfo.

Il tema del raduno è percorrere il confine tra la Romagna e le Marche, facendo riferimento agli eventi storici, che fin dal Medio Evo (e per alcuni casi ancora in tempi più antichi) hanno caratterizzato la vita di questi luoghi.

Dopo aver attraversato Tavullia, salutati con competente entusiasmo e dove si respira solo aria di motori, raggiungiamo in tardo pomeriggio Montegridolfo, dove pernotteremo.
Riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia, ha mantenuto, opportunamente restaurato nel rispetto delle tradizioni, le sue caratteristiche di antica comunità a guardia del crinale che separa il versante romagnolo da quello marchigiano.

Caposaldo conteso da Malatesta, Montefeltro, Borgia, Veneziani e Chiesa, strutturato nel tempo con le sue contrade come una comunità armonica, “formata (copio e riporto da un’iscrizione muraria) da tre centri di cui uno è il Castello verso mezzogiorno, l’altro è la Parrocchia di San Pietro verso tramontana e l’altro è la Madonna del Trebbio. Il Castello, sede del Comune, sembra dominare il resto del territorio, simile al capo dell’uomo; San Pietro, posta in luogo centrale, è nel mezzo del corpo; il Trebbio tira a sé per formare un centro principale”

Non avremmo potuto che cenare che in una taverna dell’epoca, nella abituale atmosfera conviviale dei nostri discorsi, che immancabilmente convergono sull’elemento catalizzatore: viaggiare, andare in vacanza, ricercare luoghi caratteristici, incontrare gente nuova, partecipare a ritrovi e magari a qualche competizione, ma sempre con protagonista la 124, con le sue infinite varianti, ma soprattutto con i suoi pregi e difetti, i suoi capricci, ma in definitiva con il suo immutato fascino coinvolgente.

Nella mattinata di domenica, a motori spenti, le guide ci hanno informato che qui è cresciuto il Papa Clemente XIV che soppresse la potente Compagnia di Gesù e, durante i pochi anni del suo pontificato, recuperò alla Chiesa il prestigio internazionale; in epoche diverse il Borgo ha ospitato pitture del fanese Pompeo Morganti, del santarcangiolese Guido Cagnacci e di altri valenti artisti provenienti dalle scuole dei due versanti.
Siamo poi accompagnati al Museo della Linea dei Goti, perché durante l’ultima guerra qui ebbe luogo la battaglia di Montegridolfo e lo sfondamento delle difese tedesche (31 agosto/1° settembre 1944)

Sono esposti cimeli bellici donati in gran parte dai cittadini di Montegridolfo (bossoli, schegge, maschere antigas, scatole di sigarette ecc.) e numerose armi che erano in dotazione agli eserciti contrapposti.

Particolarmente interessante la raccolta dei giornali, dei comunicati divulgati all’epoca ed esposti in bacheche secondo la sequenza degli avvenimenti.
Terminata la visita, accendiamo i motori , muovendoci con destinazione Mondaino, scollinando più volte sulla linea dello spartiacque tra Romagna e Marche, ammirando le morbide colline del Sangiovese e dai colori ormai quasi autunnali.

Mondaino è un altro Borgo, che riserva molte sorprese: c’è una bellissima piazza circolare, dove ad agosto si tiene il celebre Palio del Daino, e c'è una Rocca Malatestiana, pregevole architettura del XIV sec da cui si gode un panorama completo sul mare e sull’entroterra.

Ci sono poi gli scorci dei vicoli, i palazzi nobiliari e un museo dove si raccolgono i resti fossili degli animali che abitarono queste terre milioni di anni fa. Come se non bastasse, c’è un parco botanico con gli esemplari più interessanti della flora mediterranea.
Parcheggiamo in Piazza e siamo accolti da Dante (un cultore del Sommo Poeta ed abitante del Luogo) in costume, che ci spiega come il paese sia diviso in “di sopra” e “di sotto”, Marchigiano e Romagnolo e di come ancora oggi gli abitanti rispettino tale divisione.
Con lui come guida visitiamo un vecchio mulino (il Mulino della Porta di Sotto), dove ancora oggi, nel rispetto delle più rigorose lavorazioni tradizionali, si produce il famoso Formaggio di Fossa di Mondaino, che abbiamo l’opportunità di assaggiare, accompagnato da un provvidenziale Sangiovese, dato che trasferimenti e visite guidate ci hanno un po’ attardati.

L’ennesimo scollinamento ci riporta ormai rifocillati verso Montegridolfo, dove pranziamo al “Mulino Bianco”, questa volta con un po’ di rammarico, poiché è la tappa conclusiva del nostro Raduno, ma non per questo meno entusiasti per trarre le conclusioni della nostra attività, per premiare il quarantesimo raduno di Giuliano e Marisa (scelta tra l’altro come simpaticissima Beatrice dal Dante di Mondaino e da lui agghindata come accompagnatrice) e per riconfermare il nostro apprezzamento all’organizzazione della manifestazione, come al solito impeccabile e attraente nella scelta degli itinerari e delle sistemazioni.

Ci abbracciamo con l’amicizia ed il trasporto che ci accomuna nella nostra passione per la vera protagonista di ogni nostro incontro, la fedele spider, che freme per riportarci a casa in attesa della prossima avventura, che ci vedrà naturalmente presenti, come promettiamo fin da ora al nostro Presidente Alberto.

Noi arriviamo a casa verso sera, dopo una bella sgroppata e con qualche gocciolina di pioggia sul parabrezza: entro in garage e giro la chiave spegnendo l’amato borbottio del mio bialbero; guardo il contachilometri, azzerato alla partenza: segna... 977.
Grazie!

Roberto & Lalla Baccin

Link: Settembre 2012, 43° raduno | Notiziario