Fiat 124 sport spider: 60 anni ma non li dimostra
Il 2026 celebra il 60° anniversario della Fiat 124 Sport Spider, nata nella sua forma dalla penna di Tom Tjaarda, nel suo cuore meccanico dagli stabilimenti Fiat, nella sua fisicità estetica dagli stabilimenti Pininfarina.
Il 2026 celebra anche il 35° anno di attività del Registro Nazionale Fiat 124 Sport Spider nato nel 1991, che annovera ad oggi ben 67 raduni nazionali, ragguardevole traguardo per un club di puro volontariato ed appassionati.
Correva l’anno 1966, e il modello suscitò da subito un senso di modernità, meccanica avanzata, ed una leggera eleganza che mantiene tutt’oggi. Nell’immaginario collettivo la “duetto” Alfa Romeo, grazie anche alla sua presenza nel film Il Laureato, rimane l’icona dello spider anni 60, relegando la 124 spider al ruolo immeritato di damigella. Senza la presenza in quel film col relativo impulso pubblicitario anche postumo, la storia di queste vetture avrebbe avuto un altro corso? Ci piace pensare di si, senza nulla togliere alla consorella, costruita in Pininfarina in contemporanea su linee di montaggio parallele alla 124 spider.
Come ogni anno il Registro si propone ai soci col primo raduno di primavera, con avvio a Marostica nella centrale Piazza del Castello, suscitando anche l’interesse di una coppia di sposi che hanno voluto farsi ritrarre accanto alle vetture. Quale migliore augurio e distintivo ricordo di nozze?
Marostica è conosciuta in tutto il mondo per la celebre Partita a Scacchi con figuranti in curatissimi costumi d’epoca rinascimentale. La Partita a Scacchi nasce da una rivalità amorosa cavalleresca, risalente al 1454, dove due contendenti si giocarono la mano della bella Lionora. Dal 1954, a cinquecento anni dall’evento, Marostica allestisce ogni 2 anni una spettacolare ricostruzione storica in costume rendendo l’evento unico nel suo genere.
Molto interessante il Museo degli Scacchi, che raccoglie una notevolissima collezione di scacchiere e materiale inerente al gioco degli scacchi provenienti da tutto il mondo e appartenenti a varie epoche storiche.
Seconda tappa del sabato è il Museo Moto Laverda, aperto nel Luglio 2022 grazie ad un gruppo di ex-dipendenti ed appassionati, che non parla soltanto di motociclette ma racconta anche la storia di un territorio che ha saputo trasformare capacità imprenditoriale, innovazione e lavoro in una delle eccellenze dell’industria italiana.
La storia “Laverda” inizia nel 1878 e prosegue nei primi del ‘900 grazie ai geniali fondatori, con la costruzione di macchine agricole, macchine a vapore, cannoni contro la grandine, orologi per campanili, generatori elettrici idraulici.
Per rispondere alle esigenze di mobilità emerse nei primissimi anni del Secondo Dopoguerra, nasce nel 1950 la Laverda 75 cc e sue versioni successive concepite come strumento di servizio per lavoratori ed artigiani: mezzi leggeri, di meccanica avanzata e robusta, estremamente parchi nei consumi.
Tra la metà degli anni Cinquanta gli anni ‘60 il boom economico mette gli italiani in macchina e la moto non è più solamente un mezzo di servizio per il lavoro, ma diventa un mezzo di divertimento e così evolvono i modelli, destinati anche allo svago di una utenza più giovanile.
Arrivano poi negli anni ’70 le supermoto, da turismo e da competizione, che hanno consolidato il marchio a livello nazionale e internazionale, sebbene Laverda sia sempre stata presente nel mondo delle competizioni fin dai primi anni dalla fondazione riportando innumerevoli successi. Il Museo ospita infatti una bellissima sezione dedicata alle moto da competizione.
Un meritato riconoscimento a Dario e al nipote, che ci hanno guidato con entusiasmo competenza e pazienza in questo interessante percorso che ha legato assieme la storia della nostra società e lo sviluppo della tecnologia motociclistica e non solo.
La mattina di domenica ci accoglie lo staff della Villa La Cordellina Lombardi a Montecchio. Lo raggiungiamo attraverso un bel percorso collinare che ci fa godere delle belle doti di guidabilità delle 124 spider, e che ci fa divertire anche senza esagerare con l’acceleratore.
La villa fu costruita a metà ‘700 per il veneziano Carlo Cordellina e presenta al suo interno pregevoli affreschi di Gian Battista Tiepolo. Utilizzata anche come sede per la selezione dei bachi da seta e come collegio, presenta ancora le tracce di un importante passato agricolo e produttivo legato alla produzione dei bachi da seta.
Per festeggiare il 60° compleanno della vettura, e spingere lo sguardo anche verso il futuro anche se immaginario, gli organizzatori hanno poi regalato ai soci, nella Sala Tiepolo della Villa, una mirabile presentazione del socio Comin Faliero, designer ex Pininfarina. Reso anzitutto merito a Tom Tjaarda “padre” della 124 Sport Spider, ha proposto una interessante rivisitazione del modello originale, presentando alcuni rendering ed elaborazioni stilistiche di una ipotetica versione moderna che ha molto interessato i soci, coinvolti anche in una sorta di “referendum” sull’ipotesi più attrattiva.
60 anni e non li dimostra, parola di spiderista.
Arrivederci al prossimo raduno, e vi aspettiamo alla Fiera di Bologna!