Miti giornate di fine estate, di quelle che ancora ti permettono di lasciar piacevolmente scorrere il vento tra i capelli, e gustare il dolce tepore di un sole che non scotta più; giornate nelle quali il piacere del viaggio all’aria aperta si apprezza proprio nelle ore centrali del giorno, perché verso sera, mentre le ombre si allungano e la luce che tende al giallo rende ancor più brillanti i colori di una natura che si sta avviando al cambio d’abito, la giacca va abbottonata; giornate come queste hanno accompagnato per un weekend i trenta equipaggi che si sono dati appuntamento a Città di Castello il 20 settembre scorso in occasione del XXXV Raduno del Registro Nazionale Fiat 124 Sport Spider.
Amici che si rivedono, si ritrovano per condividere una passione, un’esperienza, attimi di vacanza che escono dai ritmi quotidiani di vita. Dopo il viaggio per raggiungere il luogo di ritrovo c’è una visita guidata alla scoperta di un’altra delle tante perle, che insieme compongono quell’opera d’arte chiamata Italia.
Poi di nuovo sulla spider, aperta, per cogliere al massimo i colori, le luci gli aromi del cuore dell’Italia, dove la città dà valore al panorama, la rocca incorona la collina, in una perfetta armonia tra ambiente naturale e insediamento umano. Le strade che dal fondovalle si arrampicano dolcemente fino alle creste sono perfette per apprezzare l’emozione che solo una vettura aperta può concedere. Le linee equilibrate, belle senza tempo, delle trenta 124 Spider, si inseriscono delicatamente nel panorama, senza violenza. Il rombo dei motori è sportivo, ma non eccessivo, coerente anch’esso con la natura del motore; non è artificialmente soffocato da silenziatori che devono camuffarne la presenza, come se fosse una vergogna da nascondere. Il motore trasforma l’energia del fuoco in movimento, dunque è in se stesso vibrazione, suono, voce da ascoltare, capire, guidare.
Una pausa per uno spuntino in un maneggio è un momento di relax in un luogo dove i cavalli non sono cavalli vapore, prima di raggiungere l’albergo sulla vetta di un colle. Più tardi la cena è a Citerna, un gioiello di borgo medievale che ci ha aperto le porte per una sfilata nel centro prima di raggiungere il raffinato ristorante con vetrata panoramica sulla valle.
Il giorno successivo ancora dolci panorami collinari nella bianca luce del mattino portano le vetture aperte dall’Umbria alla Toscana di Castiglion Fiorentino, dove ci si tuffa nuovamente nella storia e nell’arte Italiana, dagli etruschi al rinascimento, per finire un cima all’antica torre a rimirare dall’alto la città e la vallata. Infine in spider verso il pranzo di commiato, durante il quale la gioia sfuma già in nostalgia del weekend che volge a conclusione.