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REGISTRO NAZIONALE FIAT 124 SPORT SPIDER

Ultimo aggiornamento: giovedì 2 gennaio 2025

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1 novembre 2007

X Memorial Menabue


Sulle due sponde del grande fiume
Il X Memorial Fausto Menabue, raduno per vetture aperte organizzato dal Registro Fiat 124 Sport Spider e patrocinato dal Barchetta Club Italia, ha avuto per teatro, lo scorso 22 giugno, le rive del Po tra le province di Mantova e Reggio.
Due rive, due epoche, due club protagonisti: pur con la presenza di Alfa Romeo, Lotus, Porche, Mercedes, Volkswagen e Lancia, la maggioranza delle vetture partecipanti era infatti composta da Fiat Barchetta e 124 Spider.
Prima riva quella Mantovana, prima epoca il ‘500: luogo d’appuntamento era la Piazza d’Armi di Sabbioneta, perla del rinascimento italiano, ideata e fatta costruire da Vespasiano Gonzaga Colonna, avvalendosi della collaborazione dei più grandi architetti dell’epoca. Lì si sono incontrate le oltre cinquanta vetture iscritte.
Dopo la visita guidata alla città, dichiarata di recente “patrimonio dell’umanità” dall’UNESCO, è iniziato il percorso turistico delle vetture lungo tranquille strade ora circondate da campagna verdeggiante e fiorita, ora affiancate da placidi canali, ora flessuosamente sdraiate sopra l’argine del grande fiume che divide e unisce la terra lombarda alla terra emiliana. Fascino agreste e fascino delle vie d’acqua, con i giochi di luce, con il cielo che si riflette aprendo spazi infiniti verso il basso ed con una colonna multicolore di “barchette” che si specchia capovolta su una via impraticabile alle ruote.
L’acqua, così come la passione di Fausto, mescola, unisce, confonde le linee ed i colori di due generazioni di vetture: la 124 Spider, simbolo degli anni ‘60, e la Barchetta, simbolo degli anni ’90. Profumo d’erba e di fiori, curve dolci, borghi rilassati nella quiete domenicale delle località non assaltate dal turismo di massa, saluti della gente che sorride al variopinto corteo, ma il cielo diventa via via più velato da nubi che aumentano di spessore. L’estate non è ancora cominciata ma la pioggia dà una mattina di tregua, perfetta per raggiungere l’altra riva del Po, quella di Reggio, l’altra epoca, il ‘900: le vetture terminano il giro a Brescello, comune noto perché set cinematografico della famosa serie di film di Peppone e don Camillo, divenuto per questo meta turistica. Dopo essere sfilate per il centro, lì le vetture vengono parcheggiate e gli equipaggi possono visitare il museo, nel quale si conservano molti degli oggetti e dei veicoli usati durante le riprese insieme ad un gran numero di foto, e la chiesa, dove viene ancora conservato il crocifisso con cui don Camillo parlava.
Quando si giunge al ristorante ormai le vetture si possono specchiare anche sull’asfalto bagnato, ma sono ferme e i tetti sono già chiusi da un po’.
È il momento conviviale, al ristorante, in cui si stringono amicizie e si commentano le sensazioni e le emozioni vissute nella giornata; si riceve un orologio da viaggio ricordo della partecipazione ci si rivolge un arrivederci alla prossima edizione.
Poi i colori e le linee, insieme alle epoche, tornano a dividersi.

Paolo Zanone

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